Le norme in materia di sicurezza e lavoro

Evoluzione della normativa fino al Dlgs 81/08

La prima legge in questa materia vede la luce nel lontano 12 marzo 1898 con la legge n° 80, relativa agli infortuni degli operai sul lavoro. Si tratta di una legge che sancendo l'obbligo assicurativo a carico del datore di lavoro contro gli infortuni sul lavoro, manifestava il proprio esclusivo interesse a porre riparo alle conseguenze derivanti da infortunio. Quindi attenzione alla riparazione piuttosto che alla prevenzione.

Successivamente nel 1942, anno di redazione del codice civile, con  l'articolo 2087 si pone a carico dell'imprenditore l'obbligo di preservare la salute fisica e la personalità morale dei propri dipendenti attraverso l'adozione di tutte le misure richieste in accordo con la massima sicurezza tecnologicamente possibile. Si inizia a dare importanza alla prevenzione.

Anno 1948 anno di redazione della carta costituzionale, anno di grande svolta posto che alla tutela della salute e dell'ambiente viene dato rilievo pubblicistico con gli articoli 32, 35, 41.

Anni '50: ampia produzione normativa sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro di tipo settoriale (si ricorda il dpr 164/56 sull'edilizia), ma anche generali (dpr 303/56 igiene sul lavoro).

Anni '70: Statuto dei lavoratori e riconoscimento ai lavoratori di un ruolo attivo. I lavoratori mediante loro rappresentanti sono chiamati " a controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e  promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica". Da ricordare inoltre la legge  di riforma del servizio sanitario nazionale n°833 del 1978 dove viene ribadita la necessità dell'attività di prevenzione delle malattie e degli infortuni.

Anni '90: grazie alle normative comunitarie abbiamo avuto una evoluzione nell'approccio alla sicurezza. Viene data maggiore attenzione alle risorse umane, alla loro formazione . Con il Dlgs 626/94 si arriva ad apportare le seguenti novità:

- La valutazione dei rischi con redazione del relativo documento

- l'adozione di misure di sicurezza individuali e collettive

- partecipazione attiva dei lavoratori e dei loro rappresentanti alla gestione della sicurezza

Si passa così da un modello esclusivo di protezione oggettiva (ambiente di lavoro tecnologicamente sicuro) ad un modello basato anche sui comportamenti operativi dei lavoratori. Pertanto oltreché sulle risorse tecnologiche viene dato rilievo anche alle risorse umane; tra le misure generali di tutela si impongono obblighi informativi e formativi sul tipo di produzione e sui rischi esistenti, sui possibili danni e sulle misure richieste per fronteggiarli.

Il dlgs 81/08 ha dato attuazione alla l. 123/07, ed ha riformato ed armonizzato le disposizioni in materia di sicurezza e salute abrogando  numerose  precedenti normative.

La sicurezza sul luogo di lavoro è data da tutta quella serie di misure di prevenzione e protezione (tecniche, organizzaive e procedurali) che devono essere adottate dalle figure coinvolte (datore di lavoro, dirigenti, preposti, medici competenti, lavortori).

Il T.U. si compone di tredici titoli ( il primo sui principi comuni e gli altri relativi a rischi specifici) e cinquantuno allegati.